La Guerra Commerciale USA-Cina favorisce il protezionismo

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La situazione economica internazionale subisce sempre le influenze di quanto accade, indirettamente e in stile guerra fredda, tra America e Cina. Su questa lunghezza d’onda dunque, il capo uscente del gestore dei fondi pensione del Quebec afferma che la guerra commerciale USA-Cina minaccia di favorire il protezionismo e dividere le economie in ciò che equivale a “il conflitto che definisce il nostro tempo”. Un tempo che a ben vedere, oggi cammina sempre sul filo del rasoio.

Michael Sabia, che dovrebbe dimettersi da febbraio come CEO del Caisse de depot et placement, ha dichiarato a proposito della guerra commerciale qualche giorno fa che “un duello per la supremazia tecnologica” minaccia di dividere il pianeta in due sfere.

Le parole di Sabia

“Il globalismo sta di nuovo diventando regionalismo”, ha affermato. “Questa rivalità avrà enormi conseguenze sulle catene di approvvigionamento e sul commercio, enormi conseguenze per la nostra vita quotidiana, per il funzionamento dei nostri telefoni cellulari e l’accesso ai social media.”

Le tensioni commerciali tra gli Stati Uniti e la Cina sono aumentate a vista d’occhio da quando il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha imposto tariffe, palesemente punitive, lo scorso anno sulle esportazioni dei prodotti cinesi. Esportazioni che hanno un valore di miliardi di dollari in America, e che cercano di aumentare la pressione per i cambiamenti nelle politiche commerciali e di investimento cinesi.

“I governi populisti riportano il protezionismo all’ordine del giorno”, ha detto Sabia, sotto la cui sorveglianza il Caisse ha aumentato le sue risorse estere a $ 220 miliardi da $ 62 miliardi nel 2009, quando ha preso il timone.

Le accuse mosse alle aziende cinesi: il caso Huawei

In un altro versante di accresciute tensioni globali, Washington ha puntato il dito contro molte aziende cinesi come il colosso della tecnologia Huawei di aver commesso trasferimenti di tecnologia forzata e rubare segreti commerciali. Il mese scorso, gli Stati Uniti hanno inserito Huawei nella sua “Entity List”, che impedisce alle aziende americane di vendere componenti a Huawei senza l’approvazione del governo.

Il governo canadese non ha ancora deciso se consentirà a Huawei di fornire componenti di reti wireless 5G. Le relazioni tra Ottawa e Pechino sono un po’ in bilico da quando c’è stato l’inaspettato ‘arresto dello scorso dicembre del dirigente senior Huawei Meng Wanzhou a Vancouver su una richiesta di estradizione dagli Stati Uniti.

L’influenza sul cambiamento climatico

La falsa cooperazione tra i governi alimenta anche il loro “fallimento collettivo” nell’affrontare i cambiamenti climatici, la “più grande sfida del mondo”, ha affermato. Una sfida che come sappiamo sta portando molti stati a muoversi per cambiare le cose

“Tifoni in Giappone. Inondazioni a Venezia. Incendi in California e in Australia … Molti governi non rispondono abbastanza rapidamente. Alcuni governi populisti non sanno come”, ha detto Sabia. “Ecco, quindi, la dura realtà del nostro tempo.”

Sebbene Sabia non abbia menzionato alcun leader di nome, Trump ha dato il via ad un ritiro formale degli Stati Uniti dall’accordo internazionale sul clima di Parigi all’inizio di questo mese. Sabia ha anche dal suo canto invitato le imprese, le università, i cittadini e gli investitori ad agire “non per nobiltà, ma perché è nel nostro interesse”.

“Il mondo ha bisogno di una crescita sostenibile ancorata alla produttività economica”, ha detto in un discorso nel centro di Montreal.

L’esperienza di Sabia

Sabia, 66 anni, ha annunciato all’inizio di questo mese che sta passando dalla Caisse dopo più di un decennio al timone per diventare capo della Munk School of Global Affairs and Public Policy dell’Università di Toronto.

È stato nominato a capo dell’istituzione dopo che è stato scosso dalla crisi finanziaria, che ha causato perdite per 40 miliardi di dollari l’anno precedente. Zotto la sua guida, il Caisse ha dichiarato di aver prodotto rendimenti annuali del 9,9 per cento in 10 anni, mentre la dimensione del suo patrimonio netto è quasi triplicata a circa 330 miliardi di dollari.

Negli ultimi dieci anni l’istituzione si è diversificata, concentrandosi in particolare su settori come le infrastrutture e il private equity, pur continuando a investire nel settore immobiliare e ad adeguare la propria strategia. Gli investimenti al di fuori del Canada rappresentano attualmente circa i due terzi delle attività di Caisse rispetto a meno di mezzo decennio prima.

Il Caisse ha mantenuto i servizi di una società internazionale per la ricerca del sostituto di Sabia e mira a completare il processo all’inizio del 2020, con la nomina di un successore approvato dal governo.

Insomma la sua esperienza non lascia adito a dubbi. Pertanto il suo commento è da comprendere fino in fondo e dovrebbe aiutare a riflettere sulla strada che le due nazioni stanno percorrendo. Una strada che presto o tardi andrà ad inficiare anche sulla restante parte degli stati, i quali già all’interno dei loro confini stanno tentando di non annaspare nei problemi legati all’economia. Tuttavia si sa che ogni parola è fiato sprecato con un Presidente dalla personalità dura come quella di Trump.

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