Bitcoin, il Venezuela potrebbe essere il primo stato sovrano ad utilizzare la moneta elettronica

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Il Bitcoin potrebbe essere una risorsa preziosa contro l’iperinflazione nei paesi gravati dalla svalutazione della moneta.

Il Bitcoin potrebbe diventare una valuta ufficiale del Venezuela. Una scelta che potrebbe essere dettata dalle condizioni di necessità e dalle difficoltà economiche che sta attraversando il paese latino-americano. Non sarà dunque l’Estonia, né un paese baltico o scandinavo ad adottare per primo per le proprie transazioni, la moneta elettronica creata nel 2009.

E’ stato lo stesso ceo di Andean Capital Advisors, Daniel Osorio, nel corso di una intervista a Cnbc, ad ammettere la clamorosa novità. Uno strumento che potrebbe rappresentare un deterrente contro la morsa dell’iperinflazione che attanaglia il paese americano che scarseggia anche per quanto riguarda il possesso di dollari. ‘Il Venezuela, ha dichiarato Osorio, ‘potrebbe essere testimone della prima bitcoinizzazione di uno stato sovrano’.

Un possibile toccasana tenendo conto del fatto che la moneta elettronica è slegata dalle logiche di mercato nero dei cambi e quindi sarebbe meno ‘manipolabile’. Oggi in Venezuela, anche un semplice pasto viene pagato 8 dollari che equivalgono a 200 mila bolivar. Tantissimi soldi che difficilmente entrano nel portafogli di un venezuelano. Oggi, a Caracas, per pagare un semplice pranzo in un ristorante si ricorre ad un bonifico bancario o ad una transazione elettronica piuttosto che al contante, diventato assolutamente scomodo.

Ecco perchè la bitcoinizzazione del Venezuela potrebbe rappresentare una autentica svolta che potrebbe tracciare la strada verso orizzonti inimmaginabili anche per altri stati sovrani. In tantissimi paesi dove l’iperinflazione ha reso difficile l’acquisto mediante l’uso del contante, il Bitcoin può davvero rappresentare una risorsa preziosa come già accaduto in Zimbabwe dove occorrono parecchi contanti anche per comprare del semplice pane.