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Carige, Consob sospende il titolo in Borsa: Malacalza chiede alla Bce di salire al 28%

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Carige, Consob sospende il titolo in Borsa: Malacalza chiede alla Bce di salire al 28%

Con una nota ufficiale la Consob ha reso noto di aver sospeso il titolo Carige in Borsa, ecco le ragioni e i possibili sviluppi.

Dalla Consob è giunta la disposizione della sospensione dei titoli Carige in Borsa. Si tratta di una sospensione temporanea delle negoziazioni nei mercati regolamentati secondo quanto riportato da una nota dell’Autorità di Vigilanza. L’attuale contesto informativo – secondo quanto si legge nella nota ufficiale – non garantisce la trasparenza, l’ordinato svolgimento delle negoziazioni e la tutela degli investitori, in ragione dell’incertezza in merito all’operazione di aumento di capitale e alle eventuali iniziative in corso da parte della banca e delle competenti autorità per la vigilanza prudenziale’.

La sospensione sarà in vigore fino a quando non verrà ripristinato un corretto quadro informativo sui titoli emessi o garantiti da Carige. Il management del gruppo bancario sta lavorando alacremente in queste ore per determinare la finalizzazione del consorzio di garanzia. Una condizione necessaria per realizzare l’aumento di capitale che toccherà quota 560 milioni e che sarà essenziale per consentire al gruppo bancario di sopravvivere.
Questo è quanto comunicato ieri dall’istituto ligure in una nota diffusa nella serata di giovedi, dopo che il consiglio di amministrazione si era riunito alle ore 18.

Si è appreso anche che Malacalza Investimenti, primo azionista di Carige con il 17,59%, ha chiesto ufficialmente alla Bce l’autorizzazione a salire al 28% dell’istituto. Una istanza datata 26 ottobre, nella quale la holding della famiglia Malacalza ha espresso forti critiche e perplessità sul consorzio di garanzia e ha confermato la propria attitudine di sostegno all’istituto ligure. La disponibilità, si legge nella nota, non può ‘tradursi in una impropria supplenza della funzione del consorzio di garanzia e non può prescindere dalle determinazioni dell’autorità di vigilanza in merito alle istanze che sono state a essa rivolte’.