Ingresso nel forfetario in caso di attività miste

0

Negli ultimi giorni abbiamo avuto la possibilità di comprendere quali siano i requisiti che condurranno il professionista o l’esercente attività di impresa all’interno del nuovo regime forfetario, il regime fiscale agevolato che andrà a sostituire il vecchio regime dei minimi (a sua volta più volte riformato).

Tra i principali requisiti, abbiamo visto altresì la necessità di ricondurre il proprio fatturato all’interno delle soglie di ricavi e di compensi, le quali sono calcolate in maniera diversa a seconda della tipologia di attività. Ma cosa accade se il contribuente esercita più attività? In che modo si calcola, in questo caso, il rispetto della condizione relativa al limite dei ricavi o dei compensi?

La norma prevede che nell’ipotesi di contemporaneo esercizio di attività che sono contraddistinte da codici Ateco differenti, sarà necessario considerare il limite di ricavi o compensi più elevato. In riferimento alla verifica del superamento del limite dei ricavi, la relazione illustrativa al provvedimento precisa altresì che si deve tenere conto di quanto previsto nell’articolo 57 del Tuir, ove si dispone che si ricomprende tra i ricavi il valore normale dei beni destinati al consumo personale o familiare dell’imprenditore.

La relazione illustrativa precisa inoltre che con riferimento alle attività di impresa, i ricavi dell’anno precedente devono essere quantificati secondo i criteri di competenza fiscale, ma il criterio della competenza opera altresì unicamente ai fini dell’accesso al nuovo regime, e pertanto per gli anni successivi anche gli imprenditori – ai fini della verifica del citato limite per la permanenza del regime medesimo- dovranno invece utilizzare il criterio di cassa, in quanto a regime ciò che rileva saranno i ricavi percepiti.

Nel corso delle prossime settimane, con l’avvicinarsi dell’introduzione del regime, torneremo nuovamente sull’argomento, chiarendo eventuali punti ancora oscuri.