La dura ripresa dell’economia greca tra speranze e austerità

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Continua a perdurare una situazione economica decisamente sfavorevole per la Grecia, che si dibatte tra i possibili auspici di una ripresa e una realtà caratterizzata da diversi problemi anche a livello sociale, tra cui la crisi relativa ai rifugiati, che sta portando nuove sfide da superare a tutto il paese.

Si sa che le ricadute relative a questi episodi stanno facendo insorgere la necessità di trattare l’emergenza clandestini con l’aiuto dell’Unione Europea, pena il crollo dell’economia del paese, a causa della crisi, ai minimi storici, come sottolineato da Yannis Stournaras, il governatore della Banca di Grecia.

Si teme quindi un aumento della spesa pubblica difficilmente sostenibile per un paese alle corde, che potrebbe costare anche 0,3 punti percentuali complessivi di PIL, col risultato inoltre di non poter recuperare le spese sostenute a causa del declino del turismo insulare verificatosi in alcune zone in cui l’emergenza è più sentita.

Come ricorderemo, il paese è anche reduce da diverse misure di austerità prese nei suoi riguardi in seguito ai piani per il necessario salvataggio del paese richiesti da sei anni a questa parte; tutto ciò si aggiunge ad una mancata forza occupazionale (che si aggira sul 25%), con un significativo calo degli scambi, che hanno fatto calare la resa complessiva dell’economia di quasi il trenta per cento in sette anni.

Dal punto di vista sociale, sono diverse le istituzioni locali greche e gli operatori che si sono prodigati per l’accoglienza dignitosa dei rifugiati, sostenendo comunque che la società greca è attualmente molto indisposta per via di una situazione economica insostenibile. A questo si aggiungono le linee guida della Commissione Europea, che ha portato all’attenzione della Grecia un ultimatum relativo al censimento di coloro i quali chiedono asilo, chiedendo di adeguarsi entro breve tempo, pena l’esclusione greca dall’area Schengen.
Una situazione particolarmente cruda, come vediamo, che la Grecia cercherà di ostacolare continuando a fornire aiuti e sperando in un intervento più mirato ed immersivo dell’Unione Europea.