Tasse: dal 2007 salari fermi al palo, mentre aumenta la pressione fiscale

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Uno studio pubblicato sul Sole 24 Ore dimostra che le tasse incidono più di dieci anni fa sui salari dei lavoratori italiani.

Le tasse eccessive che gravano su aziende e privati stanno opprimendo sempre più imprenditori e famiglie italiane, come rivela un articolo apparso sul sito de ‘Il Sole 24 Ore’ che ha riportato alcune elaborazioni dell’istituto di studi e ricerche Lab della Fisac-Cgil. Lo studio ha rivelato che dall’accordo del 23 luglio 1993 ad oggi, a distanza di 24 anni, i salari sono ancora fermi al palo a causa della presenza ossessiva del fisco.

Un dato inequivocabile è dato dal confronto tra il salario reale nel 2007 e quello del 2017. Nell’epoca della crisi, il salario era di circa 30 mila euro lordi, mentre attualmente il salario è fermo a 29.100 euro, che evidenzia una perdita mensile di 75 euro , in assenza di una crescita, mentre le diseguaglianze nel nostro paese continuano imperterrite a dispiegare i propri effetti.

Secondo questo studio, il 20% della popolazione detiene il 70% della ricchezza nazionale, mentre il 60% della popolazione deve accontentarsi di spartirsi il 13% della ricchezza nazionale. Oltre alle disparità sociali, in aumento anche la forbice che separa tradizionalmente il nord dal sud e le donne dagli uomini. Le rappresentanti del gentil sesso guadagnano circa il 20% in meno rispetto agli uomini, mentre i lavoratori del Sud guadagnano il 14% in meno rispetto alla media nazionale. Secondo lo stesso studio, i giovani guadagnano il 21% in meno rispetto ai meno giovani, mentre i precari guadagnano un quarto in meno rispetto alla media nazionale.

In un quadro di economia stagnante e di stipendi fermi al palo, le tasse sono aumentate in modo considerevole. Oggi un italiano paga 215 euro al mese di tasse in più rispetto al 2007. Ecco perchè il fisco incide molto di più rispetto riducendo la capacità di spesa dei lavoratori italiani.