Telefonia, fatturazioni a 28 giorni: arriva l’emendamento dai banchi del governo

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Le fatturazioni a 28 giorni potrebbero costare care alle compagnie telefoniche, ecco il testo dell’emendamento presentato da Stefano Esposito.

Le fatturazioni a 28 giorni delle compagnie telefoniche rimangono ancora la pietra della discordia tra governo e compagnie telefoniche.
Dopo l’intervento della deputata Alessia Morani, è comparso un emendamento dell’onorevole Stefano Esposito che mira a mettere al bando le fatturazioni che non sono effettuate su base mensile.
Beppe Grillo, tramite il suo blog, ha annunciato che anche il Movimento 5 stelle presenterà un proprio emendamento per ridare giustizia ai consumatori vessati da questa iniziativa unilaterale che venne intrapresa dalle compagnie telefoniche e che ha aumentato il costo delle tariffe telefoniche. Le compagnie telefoniche sono scese sul piede di guerra puntando i piedi perché sostengono di non avere violato alcuna legge.

Nel caso in cui l’emendamento dei senatori Andrea Marcucci e Stefano Esposito dovesse passare (entrambi Pd) dovesse passare, la tariffazione a 30 giorni diverrebbe obbligatoria per legge. In tutto questo, l’utente rimane col moccolo in mano, attendendo buone notizie ma senza avere voce in capitolo per tutelare i propri interessi.
Ai consumatori rimane solo la libertò di cercare la società che offre le migliori condizioni di mercato. Attualmente Tiscali e Coop Voce, per esempio, hanno deciso di non adottare la fatturazione a 28 giorni.

A rendere furiosi Tim, Vodafone, Fastweb, PosteMobile e WindTre è soprattutto l’entità delle multe previste dall’emendamento Esposito che vanno dai 500 mila euro a 5 milioni. Cifre importanti, soprattutto se si considera che il Codice delle comunicazioni elettroniche prevede la possibilità di imporre sanzioni di importi che non eccedano i 580 mila euro. La nuova normativa sulla concorrenza permette di elevarle a 1 milione e 160 mila euro, cifre ampiamente alla portata delle casse dei principali operatori telefonici. Allo studio anche un rimborso forfettario nell’ordine dei 50 euro, per gli utenti che hanno pagato alle compagnie la 13esima bolletta nell’anno.