YouTube e inserzionisti: gli investimenti volano grazie ai Nativi Digitali

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In inglese li chiamano Millennials, in italiano li conosciamo come Nativi Digitali. Sono loro, i ragazzi d’età compresa tra i 18 e i 34 anni, a far volare i numeri di YouTube, piattaforma video che non ha certo bisogno di presentazioni ma che per mantenersi ha invece bisogno di migliaia di utenti attivi, con altrettante migliaia di investitori pronti a piazzare i proprio marchi o prodotti a scopo pubblicitario. Il fenomeno dell’advertising nei video lo abbiamo conosciuto proprio in seguito alla nascita di YouTube e, nonostante da allora siano passati già 10 anni, l’interesse dei ragazzi – e degli esperti di marketing – continua ad essere in costante crescita con ottime prospettive per il futuro.

Una generazione cresciuta con YouTube quella dei cosiddetti Nativi Digitali, ma che è stata e continuerà a essere ancora per molto, la vera valvola di sfogo dell’intera piattaforma video ora nelle mani di Google. YouTube, da solo, detiene all’incirca il 20% del mercato video attualmente presente, un successo dovuto alla semplicità di utilizzo e alla sua continua ottimizzazione, e che non è passato inosservato agli occhi degli inserzionisti, aumentati nel corso del 2015 di 40 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Ma a cosa puntano in realtà tutti questi investitori?

Il focus su cui si concentrano gli inserzionisti presenti su YouTube riguarda per l’appunto la pregiata fascia dei Nativi Digitali, i quali sono presenti sulla piattaforma non solo nelle vesti di meri spettatori, ma anche come attori in prima persona nella realizzazione, diffusione e condivisione di video. Un’attività, quella dello YouTuber, in continua e costante crescita, con centinaia di volti che diventano delle vere e proprie web star e che si prestano volentieri ad ospitare vetrine pubblicitarie all’interno dei loro video, sia nella classico spazio pre e post video che nella scrittura degli stessi.

Nell’ultimo periodo, anche grazie alla forte diffusione di webstar che tendono ad affermarsi proprio grazie a YouTube, le visualizzazioni mensili sulla piattaforma sono aumentate del 55% rispetto a quelle registrate nel 2014; un trend assolutamente positivo che ha richiamato investitori da ogni dove. Per capire meglio le dimensioni del fenomeno scatenato dal video advertising possiamo prendere ad esempio i 100 top brand presenti su YouTube, che hanno speso nei soli primi mesi del 2015 anche il 60% in più rispetto a quanto investito nell’anno precedente, segno che le potenzialità sono state colte appieno.

Mentre cambia il modo di fare pubblicità, ormai non più concentrato sulla semplice divisione per classi socioeconomiche ma indirizzato a mettere d’accordo più persone che condividono gli stessi interessi, i diversi competitor di YouTube non stanno a guardare e contrattaccano. Comprensibile, se si pensa che, per la fine del 2015, le stime parlano di un mercato del video advertising capace di fatturare 7,8 miliardi di dollari a fronte dei 5,6 del 2014. Un mercato appetitoso con numeri da capogiro, nel quale si è inserito a gamba tesa il mostro social di Facebook che già da tempo ha odorato le potenzialità della comunicazione video e che si dimostra preparato a gridare guerra a suon di immagini e montaggi.